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I fondatori di origini Austrongariche arrivarono nel paesino di San Giorgio di Perlena come carbonari (venditori di carbone). All'epoca il paese era chiamato Castegnamoro per via dei numerosi castagni e i Marchioretto gestivano nella contà denominata Pedrocchi le attività di negozio alimentare e un'osteria.
Nel 1925 il fondatore Nicola affrontò a spesa di erigere la trattoria Pedrocchi assieme alla moglie Scalcon Caterina; Il locale offre come specialità le trippe che,
preparate con grande maestria dalla moglie, incontrano i gusti degli avventori in arrivo da ogni parte numerosi a gustare i sapori e la cordialità di Caterina e le figlie che nel calore del focolare servivano a fine pasto il caffè con la Raminea.La trattoria era attrezzata per il gioco delle bocce e il "cava balin" diventando ben presto il ritrovo per una gara a bocce o una partita a carte che molto spesso si protraeva fino a notte fonda.
Il nome Pedrocchi deriva dal fatto che il Marchioretto Nicola aveva anche l'attività di trasporto e molto spesso si recava a Padova per commerciare all'antico Bar Pedrocchi dal quale derivò il soprannome che rimane fino ai nostri giorni.In quegli anni Nicola assieme alla moglie Caterina e le figlie lavorano molto e costruiscono a fianco della trattoria una macelleria per il commercio delle carni.Di li videro passare il Re Vittorio Emanuele e il duce Mussolini essendo all'epoca l'unica strada che portava ad Asiago.
Nel 1932
Il Nicola muore all'età di 54 anni, stimato e conosciuto da tutti affluiscono in molti a rendergli l'estremo saluto.
Nel 1945 la Caterina e le giovani figlie lasciano la trattoria a Marchioretto Gaudenzio e la moglia Teresina che mantengono prospera l'osteria offrendo agli avventori la tradizionale cucina casalinga accompagnata a vino genuino che la zona ricca di vigneti offriva.
In seguito il locale viene lasciato all'attuale proprietario che porta il nome del fondatore Marchioretto Nicola soprannominato da tutti Nicolino.
Nel 1962 decide con la moglie Maria di ristrutturare la vecchia trattoria che però durante i lavori crolla, così sorge in lui l'idea di costruire la sala da pranzo più grande della zona terminando i lavori nel 1965 con l'aiuto del patrigno Battista.
I primi anni sono duri, ed il debito sostenuto è notevole, ma nei giovani gestori c'è molto coraggio ed il successo non tarda ad arrivare: la nuova trattoria con alloggio incontra pienamente le mode e i cambiamenti culinari, le specialità non sono più le trippe ma i bigoli con l'arna, grazie all'ingegno di Nicolino che sostituisce il "bigolaro" a mano con uno elettrico di sua invenzione il quale gli permette di soddisfare quantità ingenti di avventori.
E' bravo il Nicolino che con la moglie Maria da gestori infaticabili aderiscono alle sfide delle prime gare gastronomiche "magnar ben" dove sono riconosciuti anche vincitori nell'arte della preparazione di selvaggine e porchette.
Nel 1995 vede nel figlio Fabio e nella moglie Nicoletta la nuova forza per continuare anni di tradizione: entrambi diplomati alla scuola alberghiera di Recoaro, ingrandiscono e migliorano le strutture atte a soddisfare nuove esigenze con l'intenzione di riportare il locale ai massimi livelli , affinchè la trattoria, frutto di tante fatiche, mantenga ogni buona tradizione di ospitalità e cucina.
Ed ancora oggi ogni avventore è dato di essere ricevuto con cordialità per ritrovarsi con amici tra sapori e profumi antichi.
Dal 1926 Ristorante Pedrocchi.
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